ANTONELLO DA MESSINA

Milano, Palazzo Reale

21 febbraio - 2 giugno 2019

 

 Di Antonello da Messina, restano purtroppo poche straordinarie opere, scampate a tragici avvenimenti naturali e all’incuria; quelle rimaste sono disperse in varie raccolte e musei fra Tirreno e Adriatico, oltre la Manica, di là dall’Atlantico; molte hanno subito in più occasioni pesanti restauri, altre sono arrivate sino a noi miracolosamente intatte.

La mostra – frutto della collaborazione fra la Regione Siciliana e il Comune di Milano con la produzione di Palazzo Reale e MondoMostre Skira, - è da considerarsi dunque un’occasione unica e speciale per entrare nel mondo di un artista eccelso e inconfondibile, considerato il più grande ritrattista del Quattrocento, autore di una traccia indelebile nella storia della pittura italiana.

 

https://www.milanoguida.com/visite-guidate/mostre-milano/mostra-antonello-da-messina-milano/

A VISUAL PROTEST - THE ART OF BANKSY 

Mudec, Milano

21 novembre - 14 aprile

 

Banksy è un artista sfuggente e imprevedibile. Con i suoi stencil ha criticato aspramente la società capitalistica ed il mercato dell’arte, rimanendo da sempre nel più stretto anonimato pur avendo raggiunto una fama che va oltre ogni immaginazione.

Le sue opere, realizzate quasi sempre su suolo pubblico senza autorizzazione e raramente firmate, sono diventate delle vere e proprie icone rendendo il suo stile uno dei più imitati nel panorama della streetart.

Oltre ai numerosi imitatori Banksy si è dovuto più volte confrontare con collezionisti senza scrupoli, disposti a strappare dai muri le sue opere  e a pagare cifre inverosimili per impossessarsi di una piccola stampa.

Succede anche che alcuni curatori e altri personaggi delle istituzioni museali ed artistiche siano ossessionati dall’idea di collocare le sue opere in un museo e dargli una “collocazione nella storiografia dell’arte”, come se non se la fosse già presa realizzando alcuni degli interventi di street-art più iconici della storia.

E’ questo il caso della mostra organizzata al MUDEC di Milano per novembre, presentata come “Unofficial and unauthorized by Banksy”, ma visto che l’artista è irraggiungibile ed ha già più volte criticato scelte simili non c’è nulla di cui meravigliarsi.

 

http://www.mudec.it/ita/banksy-mudec-milano/

 

 

A Piacenza

ANNIBALE - un mito mediterraneo

Palazzo Farnese

16 dicembre - 17 marzo 

 

Mostra evento dedicata al condottiero cartaginese per ricordare l'anniversario della battaglia presso il fiume Trebbia, luogo piacentino dove sconfisse l'imponente esercito romano nel 218 a.C.
La mostra di Piacenza si concentra in particolar modo sul ruolo della città, che fu parte della battaglia del 218 a.C. la quale aprì ad Annibale la strada per la conquista della penisolaLa mostra si svolgerà nei sotterranei di Palazzo Farnese, uno dei più importanti Palazzi storici della città, costruito per volontà di Margherita d'Austria, moglie di Ottavio Farnese, a partire dalla metà del XVI secolo.

 

https://www.annibalepiacenza.it/

 

ANTONIO LIGABUE

Biffi Arte - Piacenza

15 febbraio - 28 aprile 

 

Dal 15 Febbraio al 28 Aprile, Biffi Arte, grazie alla collaborazione di Fondazione Archivio Antonio Ligabue di Parma, avrà l’onore di ospitare la Mostra di Antonio Ligabue. Vengono presentate 82 opere – 59 dipinti e 23 sculture in bronzo , un esemplare excursus su tutti i tre principali periodi in cui è stata suddivisa la produzione artistica di Ligabue: dagli animali domestici del primo periodo (Pascolo montano, olio su compensato, cm 56×69) alle tigri dalle fauci spalancate, (Testa di tigre, olio su faesite, cm 66,4×57,4) i felini in attacco (Vedova nera, olio su faesite, cm 102×134; Leopardo che sbrana una scimmia, olio su faesite, cm 110×124), i serpenti, i rapaci che ghermiscono la preda o lottano per la sopravvivenza (Volpe con rapace, olio su tela, cm 120×150) del secondo e terzo periodo: una vera e propria giungla che l’artista immagina con allucinata fantasia fra i boschi del Po.

 

http://www.formec.it/la-mostra-di-antonio-ligabue-a-biffi-arte/

Film

Van Gogh: sulla soglia dell'eternità

venerdì 8 febbraio proiezione per le quinte

 

È di sole che ha bisogno la salute e l'arte di Vincent van Gogh, insofferente a Parigi e ai suoi grigi. Confortato dall'affetto e sostenuto dai fondi del fratello Theo, Vincent si trasferisce ad Arles, nel sud della Francia e a contatto con la forza misteriosa della natura. Ma la permanenza è turbata dalle nevrosi incalzanti e dall'ostilità dei locali, che biasimano la sua arte e la sua passione febbrile. Bandito dalla 'casa gialla' e ricoverato in un ospedale psichiatrico, lo confortano le lettere di Gauguin e le visite del fratello. A colpi di pennellate corte e nervose, arriverà bruscamente alla fine dei suoi giorni.

Pittore celebre negli anni Ottanta, Julian Schnabel si converte al cinema negli anni Novanta e realizza il suo primo film su un soggetto seducente  (Basquiat), evitando i rischi maggiori (agiografia melensa e glamour smaccato) e procedendo per tocchi fugaci.

Un film su un pittore è raramente realizzato da un pittore ma Schnabel ne gira addirittura due. Ventidue anni dopo trasloca in Francia per raccontare il bisogno permanente di Van Gogh di dipingere. Come fu per Basquiat, l'autore americano non cerca di penetrare l'enigma della creazione, che appare un'acquisizione indiscutibile (anche) nel personaggio di van Gogh. Ad appassionare Schnabel è quello che rivela la relazione tra il pittore olandese e Paul Gauguin, tra l'artista dei girasoli bruni e il suo tempo. 

Trasportato come van Gogh dalla luce della Provenza, Schnabel coglie quel passaggio folgorante di cui non resta niente ad Arles, alcun quadro, alcun edificio a parte un modesto impasse intitolato a suo nome. Tutta la storia di van Gogh, come quella di Gauguin, è segnata dal destino, marcata dall'insuccesso, l'incomprensione e alla fine l'isolamento. Dei campi di grano, del fogliame d'autunno, dei cipressi monumentali, dei giardini selvatici, dei fiori floridi, dei fondali gialli, dell'arancio ardente dei crepuscoli, del colore rovesciato sulla tela come magma incandescente, i suoi contemporanei non sapevano che farsene. Alieno al mondo che lo circondava, l'artista esprimeva un malessere profondo, una disperazione totale e una lucidità intensa, che lo rendeva sovente odioso agli altri.